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Padova: Città dell'Affresco


Fu Giotto nei primi anni del Trecento, ad esaltare la decorazione a fresco ed inaugurare così una stagione straordinaria per la pittura narrativa e monumentale. La sua lezione ispirò generazioni di artisti per secoli. E così oggi Padova conserva un ineguagliabile patrimonio di “pareti narranti”, grandi cicli affrescati, che impreziosiscono edifici sacri e profani, pubblici e privati.


Di seguito vi presentiamo solo una selezione dei più significativi, che ha tenuto conto soprattutto dell’integrità dell’opera. Alcuni di essi sono visitabili solo su appuntamento, altri invece sono sempre aperti al pubblico. Per motivi di spazio molti non sono citati. Non stupitevi quindi se visitando Padova scoprirete un’infinità di altri affreschi, non citati in questa semplice scheda. Saranno un’ulteriore conferma che Padova è la città dell’affresco!

 


Chiesa di S. Michele a Pozzoveggiani
Affreschi del X-XI sec. e del XII-XIII sec.
A pochi chilometri dal centro di Padova, sull’antica via Annia, sorge un piccola chiesa ricca di testimonianze che risalgono al periodo tardo antico: la chiesa di s. Michele, a Pozzoveggiani. All’interno preziosi affreschi risalenti al X-XI sec raffigurano sei Apostoli con caratteri stilistici tipici del periodo carolingio-ottoniano; nell’abside Cristo Pantocratore affiancato dai simboli degli Evangelisti e Teoria di Santi e apostoli (XII-XIII sec).


Visita su richiesta tel. 338.1385742 / 349.1635669



Cappella degli Scrovegni
Affreschi di Giotto
Agli inizi del Trecento Enrico degli Scrovegni fece erigere la piccola cappella accanto al palazzo di famiglia e affidò a Giotto l’incarico di decorarla all’interno con le Storie di Maria, di Gesù e il grandioso Giudizio Universale. Gli affreschi eseguiti verosimilmente tra il 1303 ed il 1305 sono considerati oggi uno dei massimi monumenti dell’arte figurativa di tutti i tempi.


Prenotazione obbligatoria www.cappelladegliscrovegni.it



Cappella Carrarese (ora Biblioteca dell’Accademia Galileiana)
Affreschi di Guariento
Preziosa testimonianza superstite della Reggia dei Carraresi, la Loggia Carrarese è anche un bell’esempio di architettura trecentesca. Nell’antica Cappella privata dei principi, oggi Sala delle Adunanze dell’Accademia Galileiana, si ammirano Storie dell’antico Testamento, narrate tra il 1349 ed il 1354 con linguaggio elegante da Guariento di Arpo, pittore di corte dei Carraresi.


E' possibile visitare la Sede accademica da giovedì a sabato dalle ore 10.00 alle 12.30.

Per prenotazioni in altro orario contattare il n. telefonico 049.8763820 o inviare una richiesta via mail a galileiana@libero.it

 

Cappella Maggiore, Chiesa degli Eremitani

Affreschi di Guariento
Le Storie dei Santi Filippo ed Agostino eseguite da Guariento di Arpo tra il 1361 ed il 1365 occupano la parete di sinistra del presbiterio. La parete destra fu completamente distrutta durante i bombardamenti dell’11 marzo 1944. Guariento qui mette a frutto la lezione spaziale di Giotto e la supera con architetture ampie e dilatate, prospetticamente impostate e in stretta relazione con le figure. Nella Cappella Cortellieri, alcuni affreschi raffigurano Virtù e Arti Liberali, sono le sole preziose tracce del primo lavoro padovano di Giusto de’ Menabuoi (1370). Brani di affreschi trecenteschi anche nella Cappella Sanguinacci. Nella Cappella Ovetari affreschi di Andrea Mantegna.


   
Cappella di s. Giacomo e s. Felice, Basilica di s. Antonio
Affreschi di Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzo 1377-78
Storia e leggenda si fondono in questa bellissima cappella edificata a partire dal 1372 per volere di Bonifacio dei Lupi di Soragna, cavaliere e diplomatico di grande cultura, che incaricò Altichiero da Zevio della decorazione a fresco. In luoghi e spazi tipici del territorio veneto si snodano le Storie di s. Giacomo, patrono dei cavalieri. Di particolare bellezza la grande Crocifissione. Nella scena Il sogno di re Ramiro si riconoscono Francesco Petrarca, Lombardo della Seta e Francesco il Vecchio da Carrara.

Oratorio di s. Giorgio
Affreschi di Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzo 1379-84
Si affaccia sul sagrato della Basilica di s. Antonio la cappella funeraria di Raimondino Lupi di Soragna, valoroso uomo d’armi. L’interno della cappella fu affrescato da Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzo tra il 1379 ed il 1384 con Storie di Gesù, Storie di s. Giorgio, protettore dei cavalieri, Storie di s. Lucia e di s. Caterina, “soldatesse” di Cristo. Ritratto di Raimondino in abiti militari mentre sfila davanti alla Vergine.

Cappella di s. Filippo e s. Giacomo o del Beato Luca Belludi, Basilica di s. Antonio
Affreschi di Giusto de Menabuoi
Edificata tra il 1380 ed il 1382 per volere dei fratelli Manfredino e Naimerio Conti, familiares dei Carraresi, la cappella è intitolata anche al Beato Luca Belludi, confratello preferito di S. Antonio e qui sepolto. Alle pareti Storie di S. Filippo e S. Giacomo tratti dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze e magistralmente eseguite da Giusto de’Menabuoi, fine pittore di corte dei Da Carrara. Da non perdere la splendida veduta della Padova trecentesca a sinistra dell’abside.


Battistero della Cattedrale
Affreschi di Giusto de’ Menabuoi
L’antico Battistero fu eletto da Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, come luogo di sepoltura per sé e per il marito e nel 1378 ne avviò la grande decorazione ad affresco, affidandola al pittore di corte Giusto de’ Menabuoi. Per i suoi affreschi Giusto volle una cupola più alta in cui rappresentò lo splendido Paradiso che ancora oggi si ammira. Alle pareti Storie di Giovanni Battista, della Creazione e di Cristo. Nell’abside scene dell’Apocalisse.

Oratorio di s. Michele
Affreschi di Jacopo da Verona 1397
Antichissimo oratorio documentato già nel VI secolo in epoca longobarda ed intitolato definitivamente a s. Michele dal 1170. Gli affreschi che ricoprono le pareti furono eseguiti da Jacopo da Verona nel 1397 che con tono domestico e borghese narra le Storie di Maria e di Gesù riprendendo la lezione di Giotto, Altichiero e Giusto de’Menabuoi e chiudendo così il “secolo d’oro” di Padova.

Palazzo della Ragione
Stefano da Ferrara e Nicolò Miretto 1420 circa
Il maestoso Palazzo della Ragione edificato nel 1218 dal Comune di Padova e da secoli fulcro della vita civile e commerciale della città conserva, nello splendido “Salone”, uno straordinario ciclo astrologico affrescato ispirato all’Astrolabium Planum di Pietro d’Abano, grande scienziato vissuto tra Duecento e Trecento. 1200 metri quadri istoriati da ben 333 affreschi con affascinanti teorie sull’influsso degli astri e dei pianeti sui vizi e le virtù dell’uomo.

Basilica di S. Giustina, Cappella di s. Luca
Affreschi di Giovanni Storlato 1436-38 (Storie di S. Luca)
Questa vasta basilica, una delle più grandi della cristianità, dietro il volto severo della facciata incompiuta, conserva preziose testimonianze del Cristianesimo. Qui sono custodite le spoglie di numerosi martiri e santi tra cui quelle della protomartire Giustina, a cui è dedicata la grande pala del Veronese sull’altare maggiore, quelle di s. Prosdocimo, secondo la tradizione primo Vescovo di Padova, di s. Luca Evangelista, di s. Mattia e di molti altri. Di particolare bellezza il monastero, ancora abitato dai monaci benedettini. Nella Cappella di s. Luca o del Capitolo sono parti di affreschi di Giovanni Storlato raffiguranti Storie di s. Luca. Nel cosiddetto Chiostro dipinto, un tempo completamente decorato da affreschi di Girolamo del Santo, si conservano ancora parti della decorazione cinquecentesca. Altri affreschi risalenti al XVIII secolo e di incerta attribuzione decorano il Corridoio dei Martiri.

 

Chiesa degli Eremitani, Cappella Ovetari

Andrea Mantegna (1453 circa)
A soli 17 anni Andrea Mantegna firma il contratto con Imperatrice Ovetari per la decorazione della cappella nella Chiesa degli Eremitani. Ed il suo talento esplode sin da subito nelle Storie di S. Giacomo e s. Cristoforo dove la sua arte si presenta come una luce vivida, capace di avviare quello straordinario processo di rinnovamento del linguaggio figurativo, che farà di Padova il principale centro d’irradiamento del linguaggio rinascimentale nell’Italia del Nord.
 
Ex Monastero di s. Giovanni di Verdara
1487 e oltre
L’attuale ospedale militare di Padova ha una vicenda storica tra le più antiche e complesse della città. Fondato nel Duecento come monastero benedettino fu successivamente gestito dai canonici lateranensi fino alla soppressione da parte della Serenissima nel 1783. In seguito fu ospizio di trovatelli, poi sede dei gesuiti ed infine ospedale militare. Nell'ex-biblioteca, ora adibita a cappella, si snoda un bel ciclo di affreschi di fine ‘400 raffigurante Uomini Illustri, sulle pareti lunghe, Virtù e Arti Liberali nelle lunette e la decorazione del controportale.
Visitabile solo su richiesta tel. 049 8738111

Palazzo Vescovile, Cappella di s. Maria degli Angeli
Jacopo da Montagnana (1495)
Inserita nel ricco percorso museale del Palazzo Vescovile, la Cappella di S. Maria degli Angeli è un vero gioiello d’arte sacra padovana. Realizzata alla fine del ‘400 fu decorata ad affresco nel 1495 da Prospero da Piazzola e Jacopo Parisati da Montagnana, quest’ultimo autore anche del trittico dell’Annunciazione sull’Altare.

Palazzo Vescovile, Salone dei Vescovi
Affreschi di Bartolomeo Montagna
Il maestoso Salone dei Vescovi all’interno di Palazzo Vescovile, fu affrescato nel 1505 da Bartolomeo Montagna con i ritratti dei primi 100 presuli patavini cui furono successivamente aggiunte le immagini dei successori fino ad inizio del ‘900. Conserva anche un ritratto di Francesco Petrarca proveniente dalla sua casa canonicale in Dietroduomo.

Scoletta del Carmine
Affreschi Giulio e Domenico Campagnola, Girolamo del Santo, Stefano dell’Arzere
Edificata nel XIV secolo accanto alla Chiesa del Carmine, come sede dell'omonima confraternita, è decorata da un importante ciclo di affreschi del XVI secolo, rappresentanti Storie di Cristo e di Maria. Gli affreschi sono opera di Girolamo Tessari detto dal Santo, Giulio Campagnola,Domenico Campagnola, Stefano dall'Arzere e collaboratori.
Visitabile su richiesta tel. 049 8760422

Scuola del Santo
Affreschi di Tiziano, Bartolomeo Montagna, Francesco Vecellio, Domenico Campagnola, Girolamo del Santo, Giovanni Antonio Corona, Filippo da Verona.
Documentata già nel 1427 la Scoletta venne ampliata nel 1504 ed in seguito decorata con un ciclo di affreschi raffiguranti Storie e miracoli di S. Antonio. Tra gli autori degli affreschi spicca Tiziano che dipinse Il neonato proclama l’innocenza della madre, Il santo risana la donna pugnalata dal marito, Il Santo riattacca il piede a un giovane, tutti datati 1511.

Sala dei Giganti
1540
Il grande salone oggi inserito all’interno della Facoltà di Lettere o Liviano dell’Università di Padova, faceva originariamente parte di un palazzo dei Carraresi. Nel 1350 circa la sala venne affrescata da Guariento, Altichiero e Avanzo con personaggi storici illustri ispirati dal De Viris Illustribus del Petrarca. Gli affreschi che si ammirano oggi furono realizzati nel 1540 ad opera di Domenico Campagnola, Stefano dall’Arzere e Gualtiero Padovano e ripetono il soggetto precedente.


Sala dei Nodari, Palazzo Moroni
Affreschi di Domenico Campagnola
Un tempo Cappella del Collegio dei Notai, dove si riunivano in Capitolo, fu affrescata nel 1551 da Domenico Campagnola su incarico del podestà Stefano Tiepolo con temi religiosi: S. Giovanni Battista in gloria, i Santi Giovanni Evangelista, Paolo e Rocco, i protettori della città, Vescovi e Storie del Battista. I dipinti hanno subito nel corso del tempo ripetuti rimaneggiamenti e restauri.
Visita solo per gruppi previa autorizzazione tel. 049 8205200

Oratorio di s. Rocco
Affreschi di Gualtiero Padovano e Stefano dell’Arzere (1542)
L’Oratorio di s. Rocco, dove si riuniva l’omonima confraternita, fu decorato tra gli inizi del 1500 ed il 1542 con un ciclo pittorico dedicato alle Storie di s. Rocco, patrono contro la peste. Gli affreschi sono opera di due artisti padovani, Gualtiero Padovano e Stefano dall’Arzere, entrambi seguaci dello stile di Domenico Campagnola.

Chiesa di s. Francesco
Affreschi di Girolamo del Santo
Il complesso architettonico di S. Francesco fu iniziato nel 1414 per volontà dei coniugi Baldo e Sibilla Bonafari, con la costruzione dell’ospedale che fu per secoli, fino al 1798 il più importante della città. La costruzione della chiesa iniziò qualche anno dopo e nel Cinquecento fu ampliata. La seconda cappella della navata destra conserva un bel ciclo di affreschi raffiguranti Episodi della Vita della Vergine, capolavoro di Girolamo dal Santo (1523-26).

Oratorio del Redentore
Affreschi di Girolamo del Santo
Annesso alla chiesa di S. Croce sorge l’Oratorio del Redentore che fu decorato nel 1537 con il ciclo della Via Crucis o Misteri della Passione ad opera di Girolamo del Santo. I Santi protettori furono invece eseguiti da Domenico Campagnola.
Visitabile su richiesta tel. 049 8801438

Oratorio di s. Bovo
La sala superiore dell’edificio, già Capitolo della Confraternita dei Bovai, presenta un soffitto ligneo a cassettoni e, sulle pareti, una serie di riquadri a fresco di vari autori cinquecenteschi tra cui Domenico Campagnola, Stefano Dall'Arzere, e altri ancora incerti, raffiguranti Storie della vita e della Passione di Cristo (ciclo analogo a quello del vicino Oratorio del Redentore a S. Croce). Visitabile solo previa richiesta telefonica.
Visitabile su richiesta tel. 049 8758525

Odeo Cornaro
Affreschi di Lambert Sustris e altri autori ignoti
L’Odeo Cornaro faceva parte del complesso di edifici appartenuti nel ‘500 al nobile Alvise Cornaro, protagonista della vita intellettuale cittadina dell’epoca. Studioso di idraulica ed imprenditore agricolo, teorico dell’architettura e promotore delle arti figurative, mecenate di numerosi artisti, accanto al suo palazzo padovano fece erigere la loggia per le rappresentazioni teatrali e l’Odeo, luogo per la musica e le conversazioni erudite. Quest’ultimo presenta splendide decorazioni a grottesche nella volta a ombrello del vano centrale, mentre nelle sale attigue si aprono ariosi paesaggi attribuiti a Lambert Sustris, artista olandese attivo a Roma, Venezia e Padova nel terzo decennio del Cinquecento.

Scuola della Carità
Affreschi di Dario Varotari
La Scuola della Carità fu la sede di una delle più importanti confraternite laicali di Padova, il cui compito era quello di amministrare i lasciti destinati al soccorso di infermi e poveri ed altre opere di bene. All’interno conserva un prezioso ciclo di affreschi raffigurante Storie della vita della Vergine eseguito nel 1579 da Dario Varotari. Sulla parete meridionale grande affresco raffigurante i coniugi Baldo Bonafari e Sibilla de Cetto, grandi benefattori e committenti del primo grande ospedale di Padova.

 

La Scuola è aperta al pubblico con i seguenti orari:

Giovedì e Sabato: 10.00 - 12.00   16.30 - 18.30

Venerdì: 16.30 - 18.30


Loggia del Consiglio o della Gran Guardia
Affreschi di Antonio Torri (1667)
L’elegante Loggia del Consiglio o della Gran Guardia che si eleva sul lato sud di Piazza dei Signori fu costruita tra 1501 ed il 1533 per ospitare la massima magistratura padovana. La sala superiore fu affrescata nel 1667 da Antonio Torri con episodi storici e leggendari di Padova.

Chiesa di s. Gaetano
Affreschi di Guy Luis Vernansal (1730)
Tra le numerose opere che affrescano la Chiesa di s. Gaetano, progettata da Vincenzo Scamozzi nel 1582, l’intervento di maggior rilevanza sul piano artistico è senza dubbio l’affresco della volta, capolavoro di Guy Louis Vernansal J., completato nel 1742. Nell’ideale Paradiso raffigurato dal pittore parigino le anime elette sono raffigurate entro 16 settori disposti a raggiera convergenti nel medaglione centrale dove compaiono la Trinità, Maria, Giovanni Battista, Giuda e Simone

Caffè Pedrocchi, Piano Nobile
Tra il 1840 ed il 1842, Antonio Pedrocchi, committente di uno dei simboli di Padova, lo storico e glorioso Caffè Pedrocchi, fece decorare il piano nobile dello stabilimento nel segno del più disinvolto ed ironico eclettismo, ripercorrendo la civiltà dell’uomo attraverso una lettura del tutto personale dei vari periodi storici: etrusco, greco, romano, rinascimentale, ercolano, napoleonico, egizio, moresco.Una straordinaria galleria di stili a cui si dedicarono artisti bellunesi (Giovanni De Min, Pietro Paletti, Ippolito Caffi), padovani (Vincenzo Gazzotto, Antonio Gradenigo) ed il romano Giuseppe Petrelli.

Palazzo Zabarella
Affreschi di Francesco Hayez (Ottocento), Giuseppe Borsato, Giovanni Carlo Bevilacqua
Nell'Ottocento l'architetto Daniele Danieletti venne incaricato dal conte Giacomo Zabarella, ultimo discendente della famiglia, di creare un accesso al piano nobile dell’antico palazzo di famiglia, senza alterarne l'aspetto esterno. L'opera di Danieletti fu coronata, intorno al 1818-19, dalla raffinata decorazione parietale realizzata da tre artisti di grande notorietà: Francesco Hayez, Giuseppe Borsato e Giovanni Carlo Bevilacqua, già attivi a Venezia, che interpretarono il gusto neoclassico della riscoperta dell'antico.

Università di Padova, Palazzo Bo
Numerose le sale del prestigioso ateneo patavino decorate con la tecnica dell’affresco tra Ottocento e Novecento. Tra queste l’Aula Magna il cui soffitto fu affrescato da Giulio Carlini con “La sapienza e le discipline” (1854-56); la Sala dei Quaranta decorata con i ritratti di 40 grandi stranieri che frequentarono l’Università di Padova, opera di Giacomo dal Forno (1942); i grandi affreschi della maestosa scalinata che porta al rettorato ed il rettorato stesso sono invece opera di Giò Ponti (1941). Nella galleria del Rettorato affreschi di Piero Fornasetti (1942-43) e Fulvio Pendini (1956). Nella sala della Facoltà di Medicina affreschi di Achille Funi (1942). Nella Sala degli Studenti opere di Antonio Morato (1940). La cosiddetta Basilica è decorata da un ciclo di affreschi di Pino Casarini con La Storia politica dell’Università dal 1848 (1940-42).

Università di Padova, Liviano
Sulle alte pareti del Liviano, sede della Facoltà di Lettere realizzata da Gio’ Ponti nel 1939, si svolge la grande decorazione di quasi 250 mq opera di Massimo Campigli (1940). L’opera illustra la Continuità della civiltà romana nella moderna, attraverso l’esaltazione di simboli di vita e poesia, di studio e di lavoro. Sulla parete sinistra sono i ritratti di Carlo Anti rettore dell’Università in quegli anni, Giò Ponti, Massimo Campigli e Giuditta Campigli.

Basilica di S. Antonio
Achille Casanova (1903-1943)
Autori vari (1905-1983)

Sul finire dell’Ottocento a causa dei numerosi incendi e calamità susseguitisi nel corso dei secoli la Basilica aveva ormai perso gran parte della decorazione parietale quattrocentesca. Fu così indetto un concorso, dal quale risultò vincitore Achille Casanova. L’abside, il catino, la cupola principale e le pareti laterali furono decorate dall’artista emiliano con una serie di affreschi raffiguranti vari soggetti aventi come filo conduttore La glorificazione di s. Antonio. Anche le cappelle dell’ambulacro presentano affreschi novecenteschi: Cappella di S. Giuseppe affreschi di Ermolao Paletti (1912); C. di S. Francesco affreschi di Adolfo de Carolis e Ubaldo Oppi; C. di S. Leopoldo da Gerardo Fugel ( 1905); C. di S. Stanislao opere di Taddeo Popiel (1899); C. di s. Stefano affreschi di Lodovico Seitz (1908); C. di s. Bonifacio affreschi di Martino Feuerstein (1907); C. di s. Rosa affreschi di Biagio Biagetti (1913-14); C. di s. Caterina opere di Pietro Annigoni (1983).

 

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