Giorgione e Padova. L'enigma del carro

dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011
Padova - Civici Musei agli Eremitani
Quali furono i rapporti tra Giorgione e Padova? Quali le relazioni, i contatti, le citazioni, i richiami allusivi alla citta’ del Santo nelle sue opere?
A svelarlo una suggestiva mostra, da ottobre, ai Civici Musei di Padova
La Tempesta di Giorgione, l’opera-icona dell’affascinante artista di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, non finisce di dar vita a mille differenti letture e interpretazioni, di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi.
E dunque, se il “paese” su cui si scatena l’inatteso fulmine – rivoluzionario nella storia della pittura per il suo spiazzante protagonismo - fosse nientemeno che la città di Padova?
Da un lato i fossati della cittadella con il Castello potrebbero ricordare quelli della città antoniana del tempo e gli edifici immortalati dall’artista di Castelfranco trovano corrispondenze nel ponte San Tomaso, nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino. E c’è anche chi intravede allusioni alla fondazione leggendaria della città da parte di Antenore, in particolare nella figura del guerriero.
Nessun azzardo dunque ma un’ipotesi fascinosa e intrigante, che confermerebbe – accanto a tanti altri indizi – l’esistenza di uno stretto rapporto professionale e personale di Giorgione con Padova: quel rapporto sul quale s’incentra l’originale mostra che dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011 si terrà nella Città del Santo, presso i Civici Musei agli Eremitani, promossa dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura, Musei Civici di Padova e Settore Attività Culturali e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e la collaborazione di Ne-t by Telerete Nordest.
“Giorgione e Padova. L’enigma del carro” - ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da “Zorzi” nel suo capolavoro, presente in mostra – è dunque il titolo di un evento singolare che, partendo dall’interpretazione in chiave padovana di alcune opere del Maestro, ricostruisce rapporti, evidenzia affinità culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra Giorgione e l’ambiente culturale, artistico e letterario della città, tra il XV e il XVI secolo.
Un nucleo di prestiti significativi, tra cui appunto La Tempesta e Mosè alla prova del fuoco di Giorgione – presentati ora attraverso nuove prospettive - numerose incisioni dell’amico e “ispiratore” patavino Giulio Campagnola, strumenti scientifici e documenti storici, insieme a importanti opere dei Civici Musei di Padova (Giorgione, Tiziano, Boccacino, Luini, Previtali, ecc.), danno vita a un percorso originale curato da Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini, che trova poi completamento e ulteriori suggestioni in città, grazie ad un itinerario che coinvolge monumenti pittorici-chiave per il tema trattato: gli affreschi di Tiziano della Scuola del Santo e quelli di Campagnola alla Scoletta del Carmine, la Loggia e Odeo Cornaro per il ritorno dei temi legati al culto del Sole e alle religioni antiche.
La lettura in chiave padovana da cui prende la mosse l’esposizione, coinvolge dunque prima di tutto “el paesetto in tela cun la tempesta, cum la cingana…”, la cui rappresentazione urbana viene posta a confronto, in mostra, con le antiche documentazioni cartografiche e analizzata come non mai grazie ad una elaborazione informatizzata di grande efficacia che incrocia la topografia antica con quella attuale, rileggendo tridimensionalmente il capolavoro giorgionesco, smontato nelle sue varie componenti.
Insomma dalla visione emotiva dell’originale alla sua esplorazione “investigativa” grazie alle nuove tecnologie. Ma non solo: nel Mosè alla prova del Fuoco degli Uffizi si celano riferimenti allo sterminio degli ultimi discendenti dei Carraresi (Francesco Novello, Francesco III e Giacomo) perpetrato dai veneziani dopo la conquista della città (1406), mentre la Pala di Castelfranco (ricordata nel percorso) presenterebbe un diretto riferimento - nella derivazione dell’altare e nella spazialità prospettica - al monumento sepolcrale dell’umanista Giovanni Calfurnio, docente all’Università di Padova fino al 1503, eseguito per San Giovanni di Verdura e collocato attualmente nel chiostro del noviziato della Basilica del Santo.
Il monumento a Calfurnio riporta strettamente a Giulio Campagnola - uomo di elevata erudizione, pittore, miniatore, incisore, grande amico e forse intimo di Giorgione e, almeno fino al 1505, suo principale ispiratore e collaboratore - e all’antisemitismo di suo padre Girolamo, che si manifesta con campagne di discredito nei confronti degli ebrei ai quali vengono attribuiti omicidi rituali.
Nel ricostruire il sodalizio tra i due amici-colleghi si propone un nucleo importante delle straordinarie incisioni dell’artista patavino, provenienti da Berlino, Francoforte, Napoli, Roma, Parma e Pavia, a suggerire indubitabili legami con l’opera giorgionesca e con i suoi temi tipici: pastori, paesaggi, astrologi, meditazioni sulla malinconia, sulla vita e sulla morte; in esposizione - prestito eccellente - il preziosissimo Petrarca Queriniano di Brescia, miniato dallo stesso Campagnola, manoscritto della famosa opera amorosa del letterato patavino (Il Canzoniere), che richiama quel clima spirituale e culturale del quale i due artisti erano sicuramente partecipi; presenta infine, riconducendola ad un ipotetico viaggio a Roma compiuto dai due, una discussa quanto interessante Madonna con il Bambino e San Giovannino, dei Civici Musei di Padova-Museo d’Arte, arricchita da una cornice coeva.
I riflessi dell’antisemitismo nella Padova del tempo si colgono invece nella bella Madonna della Misericordia e Santi, trittico per la Chiesa dei Servi di Jacopo Montagnana, che precede di qualche anno le accuse avanzate da Girolamo Campagnola e che raffigura, sotto la figura della Madonna, il Beato Simonino di Trento la cui morte cruenta era stata strumentalmente attribuita a rituali ebraici.
Sempre al clima culturale del tempo, che tanto influenzò la personalità e l’arte di Giorgione, rimandano i riferimenti al sapere e agli studi scientifici tanto evoluti nella Padova nel XVI secolo. In particolare si richiama l’attenzione dei visitatori sulla figura e sul rapporto con Copernico - che fu nella città veneta tra il 1501 e il 1503 - e sulle conoscenze astronomiche e geografiche del tempo (riproposte dall’artista nel famoso fregio di Castelfranco) per mezzo di affascinanti strumenti scientifici e di testi originali che documentano, tra l’altro, l’elaborazione delle teorie eliocentriche tra Padova e Venezia nei primi anni del Cinquecento.
La contemporanea cultura figurativa, i variegati spunti che Giorgione poteva raccogliere in quegli anni a Venezia e l’enorme influenza determinata dall’arte rivoluzionaria e sconvolgente del giovane “Zorzi” – con l’imporsi di nuovi temi, di nuovi modi pittrici, di nuove visioni e sensibilità – vengono invece affrontati grazie a un nucleo selezionato e interessantissimo di opere presenti nelle collezioni patavine.
Si parte da due tavole dello stesso Maestro (Leda e il cigno, Idillio campestre) per proseguire con i frontali di cassone del suo allievo Tiziano, che lo mostrano nel 1506-7 in possesso di una forza coloristica che già ne trascende la lezione. Le relazioni con il mondo di Leonardo, la pittura dell’Italia centrale, la conoscenza di Dürer traspaiono dai dipinti di Luini, Boccaccino, de’ Barbari, mentre il portato lungo della sua arte si coglie nelle atmosfere soffuse e pastorali della ritrattistica di Luzzo e del Torbido. Infine è con Nicolò Frangipane e Pietro Vecchia che si mette in luce il recupero, alla fine del Cinquecento e nel secolo successivo, della pittura rinascimentale veneta e dei temi giorgioneschi.
Con Vecchia, con il suo repertorio grottesco, di armigeri e bravi, colti nella loro eleganza ma deformati nei caratteri, si coglie l’estremo messaggio della pittura e dei contenuti di Giorgione, che in questo modo vengono consegnati al mondo barocco e alla dialettica dei generi, propria del XVII secolo.
Giorgione muore nel 1510, quasi sicuramente di peste che, all’epoca, alcune teorie ritenevano dovuta all’influenza degli astri. Il tema è spesso trattato nelle sue opere e verrà sviluppato nel percorso espositivo attraverso cronache del tempo, trattati medici e figurazioni soprattutto in rapporto alla Padova del Cinquecento. I canali esterni della cittadella luoghi di “fosse e acque maligne” erano ritenuti dal medico padovano Francesco Frigimelica tra i punti della città più favorevoli all’originarsi del morbo, a causa della proliferazione di “herbe putrescenti” (metà del XVI secolo).
E proprio la morte del sommo artista per peste è ricordata negli affreschi di Tiziano alla Scuola del Santo, prima tappa dell’itinerario cittadino che costituisce una fondamentale appendice della mostra. Qui, nel Miracolo del piede risanato, oltre a raffigurare mostriciattoli pestilenziali, Tiziano, sotto le apparenze di un episodio della vita di Sant’Antonio, ricorderebbe il decesso di Giorgione circondato da colleghi e amici (Tiziano stesso, Antonio Requesta, Tuzio Costanzo, Giulio Campagnola).
Gli agganci con la città non sono finiti.
In un altro monumento civico, La Loggia e Odeo Cornaro, si conservano le tracce di un particolare momento di recupero delle religioni antiche - diffusosi tra le cerchie intellettuali di Venezia e Padova sotto forma di un sincretismo ermetico - soprattutto in riferimento alla elaborazione cinquecentesca delle teorie eliocentriche, già ricordate in mostra.
Infine - altra affascinante tappa di questo appassionante viaggio - alla Scoletta del Carmine si torna a riflettere, grazie agli affreschi con le Storie di Maria attribuiti a Campagnola, sul rapporto tra i due artisti, sulla nuova visione della natura e del paesaggio di cui il grande Giorgione fu profeta, sul legame – forte, fortissimo - tra il Maestro di Castelfranco e Padova.
La tecnologia multimediale per svelare le segrete allusioni della Tempesta del Giorgione
Cosa si nasconde in quello che è forse il dipinto più enigmatico e discusso della storia dell’arte? E’ veramente Padova la città che Giorgione volle immortalare nella sua rivoluzionaria Tempesta?
Ad aiutare nella rilettura proposta dalla mostra “Giorgione a Padova. L’enigma del carro” vi sarà anche un sistema multimediale di grande efficacia realizzato su progetto di CREATIVE PLANET Webdesign & Media, società che lavora nell’ambito della ricerca e dello sviluppo di soluzioni tecnologiche, di digital imaging e di animazione virtuale.
Un’intera sala dedicata - con un video-wall LCD full HD di 3 metri x 2 sul fondo, due schermi da 42 pollici nelle pareti laterali e 3 postazioni multimediali touch-screen da 46 pollici in verticale – ove il visitatore, che poco prima ha potuto ammirare l’originale del grande Maestro, verrà accompagnato alla scoperta di alcuni indiscutibili particolari presenti nell’opera del Giorgione, che ne autenticano la verosimiglianza del paesaggio con la Padova del ‘400.
Da una visione estetica e contemplativa dell’opera d’arte dunque, a una lettura analitica e tridimensionale del dipinto capace - scontornando gli elementi in primo piano e con una regia di camera ricreata virtualmente - di indagare i singoli elementi compositivi e i vari piani prospettici realizzati da Giorgione.
Il dipinto sarà così analizzato partendo dalla fascia di sinistra, attraverso il confronto e la contrapposizione con elementi storicizzati della città di Padova, l’ausilio di mappe antiche, incisioni, dipinti e foto d’epoca, al fine di rendere evidenti tutti gli elementi riconducibili alla città di Padova; quindi, sarà indagata la fascia di destra, con la medesima tecnica di narrazione virtuale, per giungere infine alla sovrapposizione di alcune parti del dipinto con documenti che ne attestano ancor più la somiglianza prospettica e architettonica con la Padova dei Carraresi.
Tramite i touch screen il visitatore potrà invece ottenere informazioni di carattere generale sulla mostra e su altri aspetti storico-scientifici non affrontati nel video sulla Tempesta, il tutto con la possibilità di selezione in doppia lingua italiano/inglese.
Scheda Informativa
Informazioni
http://padovacultura.padovanet.it
musei@comune.padova.it
tel. 049.8204551; fax 049.8204566
Sede
Musei Civici agli Eremitani
Piazza Eremitani, 8
Padova
Orari
Aperto tutti i giorni: 9.00 – 19.00
Chiusura: tutti i lunedì non festivi,
Natale, S.Stefano, Capodanno
Biglietti
Intero: €8,00
Ridotto: €5,00
Ridotto speciale: €4,00
Gratuito: bambini fino ai 6 anni, disabili
Riduzioni possessori Padova Card
(carta nominativa prepagata che consente
l’accesso agevolato ad un pacchetto integrato
di servizi turistici, museali e di ospitalità in tutto
il territorio padovano; www.padovacard.it)
Possibilità biglietti cumulativi
(ingresso mostra, Musei Eremitani, Palazzo Zuckermann e Cappella degli Scrovegni)
Prenotazione facoltativa per visitatori singoli:
€1,00 a persona
Elenco Opere
1. Giulio Campagnola
Il pastore ed il guerriero
acquaforte cm 13,5 x 9,7
Bassano del Grappa, Museo Biblioteca Archivio
2. Giulio Campagnola
Coppia di pastori in paesaggio
Berlino, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen
3. Giulio Campagnola
Paesaggio con pastore e satiro
Berlino, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen
4. Giulio Campagnola
Astrologo
incisione
Berlino, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen
5. Giulio Campagnola
La penitenza di San Giovanni Crisostomo
Berlino, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen
6. Giulio Campagnola
Giovane seduto con teschio
Berlino, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen
7. Francesco Petrarca
Canzoniere, Trionfi
Venezia, Vindelino da Spira, 1470
Brescia, Biblioteca Queriniana
8. Andrea da Barberino
Guerino il Meschino
Venezia, Christophorus de Pensis, de Mandello,
11 Sept. 1493
9. Giulio Campagnola
Cristo e la Samaritana
incisione
Parma, Biblioteca Palatina
10. Giulio Campagnola
Allegoria della morte e della vita
incisione
Parma, Biblioteca Palatina
11. Giulio Campagnola
Tobia e l’angelo
incisione
Pavia, Musei – Biblioteca Malaspina
12. Giulio Campagnola
Saturno
incisione
Pavia, Musei – Biblioteca Malaspina
13. Giulio Campagnola
S. Giovanni Battista
incisione
Pavia, Musei – Biblioteca Malaspina
14. Giulio Campagnola
Nuda
Vienna, Albertina Museum, Graphische Sammlung
15. Giulio Campagnola
Il ritratto di Ganimede
Vienna, Albertina Museum, Graphische Sammlung
16. Giulio Campagnola
Il vecchio pastore
incisione a bulino, cm 7,8 x 13,2
Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
17. Giorgione
Mosè alla prova del fuoco, 1498-1500
olio su tavola
cm 89 x 72
Firenze, Galleria degli Uffizi
18. Giorgione
Leda e il cigno, 1500 ca
olio su tela
cm 12 x 19
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
19. Giorgione
Idillio campestre, 1500 ca
olio su tavola, cm 12 x 19
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
20. Pittore veneto (Giorgione?)
Madonna con Bambino e San Giovannino, XVI sec.
olio su tavola
cm 89 x 103,6
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
21. Tiziano
La nascita di Adone, 1510 ca
olio su tavola
cm 40,5 x 168,5
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
22. Tiziano
Morte di Erisittone
olio tavola
cm 40,5 x 167,1
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
23. Jacopo da Montagnana
Trittico con la Madonna della Misericordia
olio su tavola
cm 147 x 203
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
24. Boccaccio Boccaccino
Madonna con Bambino e le Sante Lucia e Caterina
olio su tavola
cm 60,4 x 90,7
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
25. Boccaccio Boccaccino
Madonna con Bambino
olio su tavola
cm 99,7 x 85,2
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
26. Andrea Previtali
Madonna con Bambino e donatore
olio su tavola
cm 121 x 96,5
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
27. Bernardino Luini
Madonna con Bambino tra i Santi Pietro, Caterina, Lucia, Paolo e due devoti
tavola trasportata su tela
cm 95 x 142
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
28. Francesco Torbido detto Moro
Ritratto di anziano con spada
tavola trasportata su tela
cm 78,5 x 65,1
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
29. Girolamo di Stefano d’Alemagna detto Girolamo Vicentino
Ritratto di gentiluomo
olio su tavola
cm 38,8 x 31
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
30. Luca Antonio Busati
Madonna con Bambino, un devoto e i Santi Nicola e Ludovico da Tolosa
olio su tavola
cm 94,5 x 142
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
31. Lorenzo Luzzo
Pastore con flauto
tavola trasportata su tela
cm 114 x 97
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
32. Nicolò de’ Barbari (?)
Sacra Famiglia con Santa Caterina e San Simone
olio su tavola
cm 72 x 92,5
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
33. Nicolò de’ Barbari (?)
Cattura di Cristo
Tavola
Cm 103,3 x 144,7
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
34. Pietro della Vecchia (?)
Testa d’uomo con berretto piumato rivolto a sinistra
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
35. Pietro della Vecchia
Davide
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
36. Pietro della Vecchia
Figura di giovane guerriero
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
37. Pittore veneto
Testa di Lanzichenecco, XVII sec.
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
38. Niccolò Frangipane
Davide in meditazione sulla testa di Golia
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
39. Anonimo
Ritratto di Giorgione
incisione
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
40. Giovanni de Pian
Ornati del chiostro vecchio di Santa Giustina
incisione
cm 39,8 x 98,5
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
41. Scattaglia e de Pian
Ornati del chiostro vecchio di Santa Giustina
incisione
cm 39,7 x 100,1
Padova, Musei Civici - Museo d'Arte
42. Giovanni da Cavino
Girolamo Fracastoro
bassorilievo in bronzo – fusione
cm 100 x 83
Padova, Musei Civici - Museo Bottacin
43. Sfera Armillare, XVI sec.
Padova, Università, Museo di Storia della Fisica
44. Astrolabio di Arsenius, XVI sec.
diametro cm 31, spessore cm 3
Padova, Università, Museo di Storia della Fisica
45. Orologio Solare dittico, XVI sec.
avorio
Padova, Università, Museo di Storia della Fisica
46. Ragiomontano
Epitoma in Almagestum Ptolomaei,
Venezia, Johann Hamman, 1496
Padova, Biblioteca Universitaria
47. Giovan Battista Benedetti
De gnomonum umbrarumq. Solarium usu libri… Nunc primum…in lucem aeditus
Augustae Taurinorum, apud haeredes Bauilaquae, 1574
Padova, Biblioteca Universitaria
48. Giovanni Paolo Gallucci
Della fabrica & Vso di diuersi stromenti di astronomia et cosmografia
In Venetia, appresso Ruberto Meietti, 1598
Padova, Biblioteca Universitaria
49. Niccolò Massa
Ragionamento dello eccellentissimo m. Nicolo Massa sopra le infermità che vengono dall'aere pestilenziale del presente anno MDLV
In Venetia: all’insegna della Stella, 1556
cm 22 x 16 x 2
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
50. Miscellanea, Variorum de peste vol. II
cm 15,5 x 11 x 3,5
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
51. Alessandro Massaria
De peste libri duo
Venetiis: apud Altobellum Salicatium, 1579
cm 25 x 18 x 2
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
52. Olivieris Tobanellus
Elegia de Horribili Patauinae civitatis pestilentia
Patauii: excudebat Laurentius Pasquatus, 1577
cm 21 x 16 x 5
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
53. Alessandro Canobbio
Il successo della peste occorsa in Padoua l’anno MDLXXVI
In Venetia: appresso Paolo Megietti libraro in Padoua, 1577
cm 21 x 15 x 1,5
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
54. Francesco Frigimelica
Consiglio sopra la pestilentia qui in Padoa dell’anno MDLV
In Padoa: per Grazioso Percacino, 1555
cm 16 x 10,5 x 4
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
55. Giovanni Paolo Gallucci
Della fabbrica & Vso del nouo orologio vniuersale ad ogni latitudine (…)
In Venetia, appresso Gratioso Perchacino, 1590
cm 20 x 14 x 0,5
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
56. Oddo De Oddis
Oddi De Oddis Patauini physici ac medici clarissimi De pestis & pestiferorum omnium affectuum causis, signis, praecautione & curatione…
cm 22 x 16 x 2
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
57. Francesco Squarcione
PADVA;
Veduta prospettica della città e del suo territorio
Padova, Musei Civici e Biblioteche, Biblioteca Civica
58. Ludovico Pasini
De pestilentia Patavina anno 1555
Apud Gratiosus Perchacinum, 1556
Padova, Biblioteca Antica “V. Pinali”
59. Girolamo Fracastoro
De contagiane e contagiosis morbis et curatione, 1546
Padova, Biblioteca Antica “V. Pinali”
60. Girolamo Mercuriale
De pestilentia Hieronymu Mercurialis Foroliuensis (…)
Venetiis: apud Palaum Meietum bibliopolam Patauinum, 1577
Padova, Biblioteca Antica “V. Pinali”
61. Pietro Andrea Mattioli
(per le conoscenze fitoterapiche di metà Cinquecento), 1544
Padova, Biblioteca Antica “V. Pinali”
62. Ingrassia, Giovanni Filippo
Del pestifero & contagioso morbo (…)
In Palermo, appo il reverendo don Giouanni Mayda, 1577
cm 16,5 x 21,5 x 3
Padova, Biblioteca del Seminario Vescovile
63. J. De Ketham, attribuito a
Fasciculo de medicina, 1494
Padova, Centro per la Storia dell’Università
64. Giuseppe Policreti
Due canzoni, una sopra la peste, l’anno MDLXXVI
In Padoua: per Lorenzo Pasquati, 1577
Padova
65. Benedetto Leoni
Canzone fatta intorno allo stato calamitoso dell’inclita città di Venetia nel colmo de’ maggiori suoi passati trauagli per la peste
Bologna, per Pellegrino Bonardo, 1577
Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana
66. Giorgione
La Tempesta, 1502-1505
olio su tela
cm 82 x 73
Venezia, Gallerie dell’Accademia
67. Pittore veronese della fine del XV sec.
Madonna col Bambino e due angeli musicanti
Venezia, Gallerie dell’Accademia
68. Bernardino Tomitano
Consiglio sopra la peste di Venetia l’anno MDLVI
In Padoua: appresso Grazioso Petrarchino, 1556
Vicenza, Biblioteca Bertoliana
Colophon
Promotori
Comune di Padova
Assessorato alla Cultura
Musei Civici di Padova
Settore Attività Culturali
Direzione per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Veneto
Con il contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio
di Padova e Rovigo
Con la collaborazione di
Ne-t by Telerete Nordest
Mostra a cura di
Davide Banzato
Franca Pellegrini
Ugo Soragni
Progetto di allestimento
e grafico
Peter Paul Eberle
Progetto multimediale
Creative Planet, Webdesign
& Interactive Media
Servizi di call center e
prenotazione
Ne-t by Telerete Nordest
Organizzazione generale
Musei Civici di Padova
Catalogo
Skira
A cura di
Davide Banzato
Franca Pellegrini
Ugo Soragni
Autori saggi in catalogo
Davide Banzato
Giulio Bodon
Franca Pellegrini
Giulio Peruzzi
Maurizio Rippa Bonati
Ugo Soragni
Adriano Verdi
Ufficio stampa
Villaggio Globale International
| Painting exhibition "Il volto dell'800" |
| The Hall of Justice in Padua |













